“Una lezione di speranza”
(di Grazia Rizzi, Università Sapienza di Roma, Scienze delle Comunicazioni)
Si chiamano Nicholas Caporusso, Irene Lasorsa e Cecilia Battaglia, o più semplicemente Qiris (leggi kiris, ci tengono tantissimo!). Visti per strada, magari all’uscita di una qualsiasi facoltà universitaria, sembrerebbero tre “comuni studenti”, di quelli alle prese con l’ultimo esame. Sono invece tre ricercatori che hanno unito le loro competenze “per tendere all’altro”: è il logo della loro associazione, Qiris.
Nicholas, Irene e Cecilia. La speranza di un Paese normale.
Di Nicholas, Irene e Cecilia, i tre ricercatori di Qiris intervenuti ieri al mini-convegno sulla ricerca scientifica indipendente organizzato con W-Labs, la prima cosa che colpisce è l’entusiasmo. L’entusiasmo con cui parlano della loro associazione, Qiris, e dei loro progetti di ricerca di “particolare interesse sociale”: che in un periodo in cui la ricerca, se c’è, è sempre più embedded, legata e condizionata da interessi particolari, significa essenzialmente andare controcorrente, anteponendo agli interessi commerciali la preoccupazione per l’essere umano, le sue necessità, la sua qualità di vita.
La seconda cosa sorprendente di questi ragazzi è il loro desiderio di condividere, la volontà, nonostante la loro giovane età, di «passare il testimone» (come ha più volte ribadito Nicholas durante la giornata) a ragazzi ancora più giovani, trasmettendo loro la passione ma anche, concretamente, l’esperienza e le competenze per continuare sulla strada della ricerca scientifica indipendente. Una strada che forse non assicura, ora come ora, un ritorno economico immediato (a proposito, i progetti di ricerca di Qiris sono autofinanziati e chi volesse sostenerli può farlo dal website di Qiris) ma garantisce ad ognuno di noi una grandissima ricchezza in termini di capitale intellettuale e benessere sociale.
Assistendo all’incontro di ieri, agli interventi appassionati dei ragazzi di Qiris non si può non fare una riflessione: investire sui giovani non è solo un dovere morale, ma è anche, semplicemente, la cosa più intelligente che una società che abbia voglia di crescere e migliorarsi possa fare.
Allora Guglielmo Minervini e la Regione Puglia con Bollenti Spiriti hanno decisamente imboccato la via giusta.

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